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Origini e storia della piadina romagnola

La piadina romagnola è ormai divenuta famosa in tutto il mondo. Ma qual è la sua storia?

Il primo documento storico che testimonia l’esistenza della piadina è del 1371: qua comparivano due “piade” nell’elenco dei tributi che la città di Modigliana doveva pagare alla Camera Apostolica.

Il poeta Giovanni Pascoli nelle sue opere parla della piadina chiamandola "pane di Enea” o "pane rude di Roma”, scardinando il pensiero comune che la catalogava come cibo da contadini.
Nella presentazione del poemetto "La Piada", pubblicata su "Vita Internazionale" nel 1900, il poeta Pascoli scriveva: "Piada, pieda, pida, pié, si chiama dai romagnoli la spianata di grano o di granoturco o mista, che è il cibo della povera gente; e si intride senza lievito; e si cuoce in una teglia di argilla, che si chiama testo, sopra il focolare, che si chiama arola...".

La "piada" diventava il simbolo della Romagna, della casa e del paese natale romagnolo.

Max David, giornalista e scrittore, definì la piadina come "la più romagnola delle specialità romagnole”.

Agli inizi del XX secolo la piadina era tanto diffuso anche grazie all’uso nell’impasto della farina di mais, che veniva  mischiata a quella di grano tenero, più per questioni economiche, che culinarie.

Le piccole bambine di casa, già all’età di sei anni, imparavano a "tirare" la piadina ed a cuocerla, per poi farcirla con i salami tipicamente preparati in casa, i cavoli lessati oppure con la coppa di testa.

Negli anni ’50 il boom della piadina esplose anche tra i turisti, quando appunto il turismo in Romagna iniziò a crescere e quando, lungo le strade della riviera, iniziarono a sorgere i chioschi che preparavano la piadina al momento, farcita con ogni tipo di salume e verdura.

Oggi la piadina romagnola è diventata un’istituzione e viene consumata quotidianamente, al posto del pane, sia in famiglia, sia in ufficio, sia nei ristoranti, sia nei fast food.

Ma la piadina romagnola, quella vera, è quella frutto delle mani delle vecchie massaie, che la impastano e la cuociono sapientemente, come da tradizione.    

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