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Ravenna nella letteratura di tutti i tempi

Ravenna, tanto amata dagli scrittori del passato

Ravenna è una città antica e celebre anche in passato; per questo appare nominata, direttamente o indirettamente, in tante opere della letteratura italiana e non solo, dai primi secoli a.C, fino ad arrivare agli anni recenti.

Ecco un piccolo excursus:

VITRUVIO (80 a.C. circa - 15 a.C. circa) da “DE ARCHITECTURA” 

 “L'ontano, che fuori dalla terra non può durare che poco, posto sott'acqua dura per sempre (...). Si può osservare ciò soprattutto a Ravenna dove tutti gli edifici hanno sotto le fondamenta pali di quel genere (…).”

MARZIALE(40 d.C - 104 d.C. circa) da “EPIGRAMMI”)

“Non è meno gustoso dell'asparagio di Ravenna, quello selvatico: più sottile, ma non più vile.”

GIOVANNI BOCCACCIO (1313 - 1375) da “ULTIMO RIFUGIO”

“Ravenna fummi albergo nel mio esiglio:
ed ella ha il corpo, l'alma ha il sommo Padre,
presso a cui l'invidia non vince consiglio.”

FRANÇOIS-RENÈ DE CHATEAUBRIAND (1768 - 1848) da RAVENNE, 1 ER OCTOBRE 1828"

“... J'ai traversé Imola, éveché de Pie VII, et Faenza.
A Forli je me suis détourné de ma route pour visiter
à Ravenne le tombeau de Dante.”

GABRIELE D’ANNUNZIO (1863 - 1938) da “LAUDI”

“Ravenna, glauca notte rutilante d'oro,
sepolcro di violenti custodito
da terribili sguardi,
cupa carena. “

PIER PAOLO PISOLINI (1922 - 1975) da “IL CAFFÈ"

“Vissuti nell'aria desertica dei Parsi
quasi che qui
nella cara domestica Ravenna,
vagassero scimmie, gridassero avvoltoi, nella pace
delle loro bestiali, incomprensibili, incerte
volontà,
nella malinconia anteriore a ogni razza.”

 

Eccoci arrivati alla fine del nostro excursus. Vi aspettiamo a La Reunion!