D’Annunzio a Ravenna

D’Annunzio a Ravenna: Tra Arte, Musica e Poesia

La nostra rubrica che racconta di personaggi storici innamorati di Ravenna narra oggi di uno dei poeti più amati.

Gabriele D’Annunzio, il rinomato “Vate”, oltre che poeta e scrittore, fu un appassionato viaggiatore alla continua ricerca di ispirazione e bellezza. Tra le molte città che solleticarono la sua sensibilità artistica, Ravenna occupa un posto speciale. Durante la sua vita, D’Annunzio visitò più volte questa antica città, dove arte, storia e cultura si intrecciano in un suggestivo mosaico.

Uno dei viaggi più significativi di D’Annunzio a Ravenna avvenne nel maggio del 1902, poco dopo un entusiasmante soggiorno in Istria. Tornò a Ravenna principalmente per assistere all’esecuzione del capolavoro wagneriano, “Tristano e Isotta” presso il Teatro Alighieri. Questo evento musicale era tanto atteso che D’Annunzio, in una lettera al suo editore Emilio Treves, espresse chiaramente il suo desiderio di parteciparvi, sottolineando l’importanza del viaggio verso la “città di Francesca”. La presenza della celebre attrice Eleonora Duse, che sperava di essere accompagnata da D’Annunzio all’opera, aggiunse ulteriore fascino all’evento.

La sua anticipata visita suscitò grande interesse nei media locali, che lo accoglievano come una figura di spicco nel mondo artistico e letterario dell’epoca. I giornali ravennati riportavano con entusiasmo l’attesa per l’arrivo del poeta e il suo interesse per lo spettacolo. L’atmosfera di fervente attesa e l’entusiasmo palpabile lo circondavano mentre si preparava a immergersi nella bellezza dell’opera di Wagner.

Durante la sua permanenza a Ravenna, D’Annunzio non si limitò a godersi lo spettacolo. Visitò anche alcuni luoghi significativi della città, come la Biblioteca Classense e il Museo Nazionale, in compagnia degli Hohenlohe, suoi amici. La sua firma nell’Albo dei visitatori della Tomba di Dante testimonia il suo legame con la storia e la cultura ravennate.

Le esecuzioni trionfali del “Tristano e Isotta” non solo lo colmarono di emozioni, ma lo ispirarono anche a condividere la sua ammirazione con gli artisti coinvolti, dimostrando la sua gratitudine e il suo apprezzamento per la loro eccellenza.

Anche se il tempo trascorso a Ravenna fu breve, l’impatto di questa visita rimase vivo nella memoria di D’Annunzio. Le sue parole, piene di fervore e ammirazione per la bellezza e l’eccellenza artistica che Ravenna offriva, testimoniano il profondo legame che aveva con questa città intrisa di storia e poesia.

In conclusione, i viaggi di Gabriele D’Annunzio a Ravenna rappresentarono un’esperienza straordinaria di immersione nell’arte, nella musica e nella poesia. La città, con la sua ricca eredità culturale e il suo fascino senza tempo, continuò a ispirare e ad affascinare uno dei più grandi poeti italiani, lasciando un’impronta indelebile nel suo cuore e nella sua opera.